{"id":2235,"date":"2017-08-01T10:46:05","date_gmt":"2017-08-01T08:46:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.podistipercaso.it\/home\/?p=2235"},"modified":"2017-08-06T17:13:59","modified_gmt":"2017-08-06T15:13:59","slug":"3-trofeo-delletna-memorial-angelo-darrigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.podistipercaso.it\/home\/3-trofeo-delletna-memorial-angelo-darrigo\/","title":{"rendered":"3\u00b0 Trofeo dell\u2019Etna. Memorial \u201cAngelo D\u2019Arrigo\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2236\" src=\"https:\/\/www.podistipercaso.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_0030-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.podistipercaso.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_0030-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.podistipercaso.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC_0030-70x70.jpg 70w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Ore 16 e 30. Nel pomeriggio di una magnifica domenica di Luglio, i colori della vegetazione dell\u2019estate del monte Etna sono arricchiti da quelli di alcune decine di podisti che brulicano nella spianata di Piano Vetore. Il clima \u00e8 perfetto, \u201cl\u2019aria condizionata\u201d \u00e8 naturale. I climatizzatori delle auto li abbiamo spenti superando Nicolosi e spalancando i finestrini ci siamo goduti il \u201cfresco\u201d da piano Bottara via via salendo fino ai 1750m dove \u00e8 organizzata la zona di partenza-arrivo del 3\u00b0 Ttrofeo dell\u2019Etna.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Qualche \u201cdifficolt\u00e0 logistica\u201d nel posizionamento dell\u2019arco gonfiabile a cura del presidente Sciuto, determina un lieve ritardo sull\u2019orario di partenza. Nel frattempo il \u201ctrio\u201d di giudici presenti si divide i compiti: due rimangono in zona partenza mentre la terza andr\u00e0 a posizionarsi al bivio previsto di fronte all\u2019altare dedicato a San Giovanni Gualberto. Mysdam sotto il gazebo, con i strumenti \u201celettronici\u201d registrer\u00e0 partenza, passaggi e arrivi. Il presidente Sciuto al microfono far\u00e0 la cronaca della gara, mentre il responsabile dei master, Biagio Di Mauro, sembra voglia fare tutto il \u201cresto\u201d (??).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Ore 17 e 35. Con qualche ripetuto sibilo di fischietto, i giudici chiamano a raccolta i podisti; siamo pochini ma buoni sicuramente per cimentarci sul percorso estremamente difficile che ci attende, ricco di discese e salite con pendenze proibitive. Al \u201cpasso\u201d calpestiamo il\u00a0 tappetino \u201dmagico\u201d della Mysdam, tecnicamente necessario alla registrazione della nostra partenza e finalmente viene dato il via. Noi \u201canziani\u201d over 60 percorreremo 5,65 chilometri insieme alle femminucce, mentre i \u201cgiovani\u201d fino ai 59 anni raddoppieranno con un secondo giro del percorso.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Si comincia con 200m in salita sull\u2019unico tratto sterrato del percorso. C\u2019\u00e8 la massima attenzione allo \u201cSpino Santo\u201d di cui sono ricchi i margini del tracciato. Mentre mi accosto al mio avversario di categoria Ferdinando Schiavino, vedo Renato Lo Faro che con una partenza \u201ca razzo\u201d ci ha gi\u00e0 \u201cpreso\u201d 50m. Superimo la croce in Betulla posta sulla destra e svoltiamo a sinistra. Imbocchiamo una stradella asfaltata e inizia la discesa. La pendenza \u00e8 notevole e mette a dura prova i muscoli che se non caldi a sufficienza, possono fare qualche brutto scherzo. Difficolt\u00e0 aggiuntiva \u00a0le buche presenti sull\u2019asfalto, oltre alle pietre laviche e alle pigne. La pendenza della strada si fa pi\u00f9 lieve. Entriamo nel bosco, siamo in un tratto completamente in piano. Sono sempre fianco a fianco con Ferdinando, mentre Renato ha un buon margine su di noi. Il bosco si infittisce e arriviamo a San Gualberto; la giovane giudice che funge da \u201cspartitraffico\u201d indirizza tutti a destra. La strada improvvisamente si impenna, Ferdinando sembra cedere di schianto e inizia a procedere di passo. Lo Faro mi sembra pi\u00f9 vicino ma la pendenza eccessiva, penso superi il 10%, non consiglia accelerazioni, anzi bisogna innestare \u201cla ridotta\u201d. Nel frattempo ho affiancato Mika Hiwaguci, made in Japan, in lotta per la supremazia al femminile della gara. La salita sembra non avere mai termine, ma dopo il rifugio della forestale, c\u2019\u00e8 un\u2019ampia curva e finalmente siamo in discesa. La velocit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra, le gambe corrono facilmente, si cambia marcia, anzi andiamo \u201ca folle\u201d. Mika prende il volo e io cerco di stare sulla sua scia. Non c\u2019\u00e8 traccia di Schiavino mentre Renato \u00e8 sempre pi\u00f9 lontano. Si ripassa da San Gualberto e si iniziano a incontrare gli ultimi podisti in controsenso: Blanco, Ventura, Meli, Pant\u00f2, c\u2019\u00e8 tutta la Fiamma San Gregorio, presidente compreso, ma c\u2019\u00e8 anche Ligama, SM75 (Atl. Caltagirone). Usciamo dal bosco, il sole oramai basso sull\u2019orizzonte ci colpisce senza infierire, ma quando inizia la salita che all\u2019andata \u00e8 stata una facilissima discesa, la fatica diviene improba. La Hiwaguchi ha ancora energie e progressivamente perdo terreno. E\u2019 il momento pi\u00f9 critico, archiviata la possibilit\u00e0 di vittoria della categoria a favore di Lo Faro, devo tenere duro per la piazza d\u2019onore. Mika \u00e8 sempre il mio punto di riferimento. \u201cStringo i denti\u201d nel momento di massima sofferenza, la salita \u00e8 ripidissima. Incrocio Andrea Viscuso (SAL Catania) e Carmelo Rapisarda (Fortitudo Catania) che costituiscono la testa alla gara; sono lanciatissimi nella loro seconda discesa. Finalmente la salita diviene pi\u00f9 lieve. C\u2019\u00e8 un\u2019ultima curva e dopo un breve rettilineo c\u2019\u00e8 lo \u201cscollinamento\u201d. La vista della spianata di Piano Vetore non \u00e8 un miraggio, ma d\u00e0 un senso \u201cliberatorio\u201d. Siamo ai 200 dall\u2019arrivo, volgo lo sguardo all\u2019indietro, ma non ci sono \u201csorprese\u201d, all\u2019orizzonte non vedo avversari e mentre percorrono la discesa sterrata finale, mi godo lo spettacolo di Mika che sprinta lottando per la supremazia nella sua categoria. Alice Leonardi vincitrice assoluta tra le donne ha tagliato il traguardo da due minuti e non c\u2019\u00e8 molto da attendere per vedere Andrea Viscuso fare altrettanto al completamento del suo secondo giro del percorso che chiude in 46 minuti e 53 secondi. Gli arrivi si susseguono e Augusto Luciano Melita (Atl. Linguaglossa) si fa carico di chiudere la manifestazione in 1 ora, 12 primi e 41 secondi, complimenti anche a lui.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Bellissima la manifestazione, bravissimi i vincitori e complimenti a tutti i partecipanti. L\u2019organizzazione dell\u2019Atletica Valverde del presidente Coppola \u00e8 stata perfetta, un gradevole rinfresco, una ricca premiazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\">Unico \u201cneo\u201d le \u201cdifficolt\u00e0 logistiche\u201d del presidente Sciuto, che affossatosi con il suo veicolo nella spianata di piano Vetore, ha sottoposto alcuni volenterosi podisti a fine gara a una notevole \u201cfatica supplementare\u201d per il relativo recupero del mezzo, un abbraccio e un grazie anche a lui.<\/span><\/p>\n<p>Remigio Di Benedetto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ore 16 e 30. 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