VII^ Maratonina “BLU JONIO”


Da meno di 20 secondi è stato dato il via alla settima edizione della Maratonina “Blu Jonio”, il gruppo dei podisti è in movimento. Io ho percorso una cinquantina di metri e mentre gli oltre ottocento partecipanti alla gara stanno già “ammirando” il blu dello Jonio, io disteso a terra sto ammirando le stelle nonostante sia giorno e il cielo sia nuvoloso. Un anonimo podista (rimasto tale) dietro di me ha agganciato la mia scarpa sinistra e io sono “volato” a terra. Fortunatamente non vengo calpestato da nessuno degli oltre  mille piedi che sono ancora alle mie spalle e con l’agilità dei miei vent’anni compiuti tre volte, dopo un secondo, quasi “rimbalzando”, sono in piedi e in corsa con tutti gli altri podisti.

La prima “tappa” della corsa la facciamo a Torre Archirafi. Con l’attraversamento della piccola frazione di Riposto, percorriamo alcune delle pochissime curve previste dal percorso e completiamo il terzo dei 21 chilometri che ci aspettano. Un primo controllo cronometrico al passaggio dal Km 3, mi dice che ho un’andatura leggermente superiore al mio programma dei “cento” minuti con i quali vorrei chiudere la gara. Ma il percorso “invoglia”, è piatto, senza nessuna difficoltà, per mantenere il giusto ritmo “freno”. Sono in compagnia di Santa Saitta e dopo poco si affianca a noi l’amico Giuseppe Maio (ASD Pol. Milazzo), capofila della categoria SM65. Giuseppe sembra avere più fretta di noi e accelera leggermente, mentre io e Santa abbiamo un passo identico, sembriamo un “due di coppia” del canottaggio. Si avvicina il primo e unico passaggio sotto il gonfiabile con il quale concludiamo il sesto chilometro. Ho rallentato ancora un poco ma sono ancora troppo “veloce”. Sotto il gonfiabile c’è il consueto agitarsi di tifosi e di fotografi che lottano per la migliore postazione. Sono sempre in compagnia di Santa che però inizia a fare un poco di “elastico” avvicinandosi a più riprese a Maio. Passiamo da un primo punto con “doccia refrigerante” che è molto gradita. È        l’ottavo chilometro e il tempo, nel senso meteorologico della parola, inizia a fare “le bizze”: cadono alcune gocce d’acqua, anzi dei veri e propri goccioloni, poi la pioggia continua rallentando d’intensità; c’è un breve tratto con dei portici sulla sinistra dove si può correre al riparo, ma nessuno dei podisti opta per la sia pur breve deviazione che implica energie supplementari. Al nono chilometro vedo Santa e Giuseppe  leggermente avanti mentre io mantengo il mio ritmo per l’arrivo in “cento minuti”. Passa in controsenso la coppia di testa Terrasi – Brancato, sembrano volare. Arrivo al 10° chilometro, passo dalla postazione dove è predisposto il distributore di acqua refrigerante, c’è confusione tra le gocce lanciate dal dispositivo e quelle che arrivano direttamente dal cielo..

A metà gara la pioggia finalmente cessa. Il mio tempo di passaggio dall’undicesimo chilometro è il primo oltre il ritmo che consente l’arrivo in un’ora e quaranta. Sento che le mie energie iniziano a diminuire mentre Santa e Giuseppe che sono stati il mio punto di riferimento per la prima metà della gara, sono sempre più lontani. Prendo l’acqua al rifornimento del km 11 e 800 poi attendo ansiosamente che il percorso ci faccia invertire la marcia. Finalmente dopo il 13° chilometro inizia la “marcia” verso il centro di Riposto. Dopo poco però c’è una deviazione a destra che psicologicamente mi deprime. Sono al 14° km, il mio ritmo è calato di una ventina di secondi al chilometro e non riesco a riprendermi. Sono al quindicesimo chilometro e torniamo sul lungomare che unisce Fiumefreddo a Riposto passando da Mascali. Tra il 16° e il 17° km riesco a non rallentare ulteriormente il ritmo. 18° km: terminano gli alberi che separano la strada dalla spiaggia e  mi proteggono dal vento, sono direttamente di fronte al mare. Il forte vento in senso contrario mi investe e cedo totalmente. Le gambe mi sembrano “di legno”, ma il cedimento è soprattutto di “testa”, non reagisco più. Mi superano molti “treni di podisti” ma non riesco a prenderne nessuno, neppure quello dell’amico Antonino Cunsolo dell’Atletica Sicilia. Sono a meno di tre chilometri dal gonfiabile, la sofferenza è notevole, finalmente raggiungiamo le prime abitazioni di Riposto che mi riparano dalle raffiche di vento. È l’ultimo chilometro, raccolgo le ultime energie rimaste “in fondo al barile” i “primi” 20 km me le hanno consumate tutte. La visione del gonfiabile sullo sfondo, a meno di 400 metri dal traguardo, non mi è mai stata così di sollievo. I 21 chilometri sono alle spalle e così pure i 97 metri, ma è solo mentre percorro gli ultimi 50 centimetri che mi rendo conto di avercela fatta. Tocco il tappetino “magico” della TDS e taglio il traguardo. La lotta dei fotografi per la miglior postazione sembra cessata e io vengo immortalato sulla linea del traguardo dall’occhio fotografico della mia dolce metà.

All’arrivo apprendo che Alessio e Alessia hanno vinto la gara da una mezz’ora. Sono Alessio Terrasi del G.P. Alpi Apuane e Alessia Tuccito  dell’ASD Trinacria sport, complimenti a loro.

Per quel che mi riguarda mi “lecco le ferite” della caduta iniziale avvenuta al centro gruppo e rimasta “invisibile” a fotografi e pubblico.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione.

Prossimo appuntamento per il Grand Prix delle Maratonine l’11 Novembre a Pergusa, ma domenica prossima c’è anche la “Scalata” Patti – Tindari..

Remigio Di Benedetto

r.dibenedetto@aliceposta.it