Campionato Regionale di Società di corsa campestre S/M nel racconto di Remigio di Benedetto


Sono 5 i gradi di temperatura con i quali alle nove meno un quarto veniamo “accolti” a Piazza Armerina. Una bellissima “location” questa  del centro ennese, immersa nella natura, con le caratteristiche perfette per lo svolgimento di una gara di cross invernale. L’aria è molto fredda, la gara è breve e veloce, 4,8 km per un “anziano” della SM60 come me, per questo decido di lanciarmi subito lungo il percorso per una “fase” di riscaldamento molto intensa. Immergendomi nel bosco, sul tracciato di gara, vedo le “ferite” di un recente incendio che ha colpito il bosco evidentemente nel periodo estivo. Ma la natura con la sua forza ha già reagito, correremo ugualmente nel verde: folti tratti erbosi si alternano ai caratteristici tratti sabbiosi abbondantissimi lungo il percorso.

Sono le dieci meno dieci e inizia la chiamata per la prima batteria alla quale parteciperanno tutte le donne, belle e bellissime, che si fronteggeranno tra loro; altrettanto faremo noi “anziani” oltre la sessantina. Una lunghissima linea bianca tracciata sull’ampio piazzale sterrato ci vede schierati su più file più o meno ordinatamente. Ino Gagliardi ordina e dispone, i giudici controllano, poi improvviso e quasi inaspettato giunge il colpo di pistola che dà il via alla competizione. Iniziamo con il cosiddetto “giro piccolo”, è l’unico tratto del percorso di gara col fondo duro, vi si può prendere velocità. Io sto tremando dal freddo nonostante il “riscaldamento”. Mi trovo all’estremità destra della linea di partenza, è il punto più favorevole rispetto alla prima curva che ci aspetta dopo poco più di cento metri e che va appunto verso destra. Contrariamente alle mie abitudini scatto come un “centometrista”. Alla svolta sono “a occhio” nei primi venti e scongiuro così ogni pericolo di “imbottigliamento”. Termino il giro piccolo, sono alle spalle di Santi Caniglia (Libertas Militello), “fresco” di nomina nella categoria SM70, che lotta per la vittoria tra i settantenni. Siamo su un fastidioso tratto con saliscendi, supero Santi e mi metto sulla scia di Giuseppe Mazzeo (Podistica Messina). Iniziamo a correre sull’erba, c’è poi un “tornante” che ci riporta sullo “sterrato sabbioso” sul quale si sprofonda facilmente. Mi sono già ripreso dall’insolita, per me, partenza lanciata e affianco Giuseppe; non mi sembra il Mazzeo di un paio di anni fa e decido di “abbandonarlo” nel bosco. Accelero, supero Giuseppe e a mia volta vengo superato da una giovanissima tra le tante “femminucce” presenti in gara, Annalisa Di Carlo (A.S.D. Mega Hobby Sport). Il percorso ci fa zigzagare nel boschetto. Usciamo allo scoperto lateralmente allo spiazzo di partenza, ma ci ritroviamo subito tra gli alberi e imbocchiamo il tratto sabbioso più di difficile. Il percorso è sempre sinuoso e io cerco di “tagliare” le curve con traiettorie strettissime. I tornanti li affronto con “lo stile” delle auto di formula uno, allargo all’ingresso della curva per uscirne molto stretto e perdere velocità il meno possibile. Siamo fuori dal boschetto, percorriamo una parte del tracciato fatto nel giro piccolo e concludiamo il primo giro “grande”. Si replica il percorso, mentre la pioggerellina che scende da qualche minuto aumenta leggermente di intensità. Alle mie spalle non percepisco nessun rumore di passi che per altro è sicuramente attutito dal fondo morbido e sabbioso. Nel contempo non c’è nessuno a breve distanza di fronte a me al quale agganciarmi per fare “ritmo”, posso contare solo sulle mie energie mentali oltre che fisiche. Come tutti cerco di evitare la sabbia per non sprofondarvi dentro, per questo cerco i “cordoli”, più duri, esterni alla strada tracciata. Forse ho un ritmo leggermente più lento di quello del giro precedente, ma mi sento in una posizione di gara “tranquilla” e non voglio strafare. Finalmente giunge la fine del secondo giro grande, passo dal traguardo di fronte alla postazione Mysdam facendo bene attenzione a calpestare i tappetini “magici” che attestano il mio passaggio. È l’ultimo giro. Rientrando nel bosco capisco che ho guadagnato terreno rispetto a chi mi precede. Prendo il tempo più volte ma vedo che il distacco rimane invariato. Affronto con molta energia l’ultimo tratto di un percorso ormai imparato a memoria. Mi avvicino ancora alla ragazza che mi precede, è Luana Russo della Marathon Club Sciacca, che mi fa da traino ”psicologico” per le ultime centinaia di metri. Ancora “nessun rumore” alle mie spalle ma mi sento più “tranquillo” sprintando nel finale. Pino Giordano, “spartitraffico umano”, divide gli atleti all’arrivo da gli atleti doppiati, tutti passiamo sui “tappetini Mysdam”. La mia corsa termina, sono soddisfatto, stanco e bagnato, il freddo patito sulla linea di partenza è solo un ricordo.

 All’arrivo apprendo che Ettore Rivoli ha tagliato il traguardo già da due minuti ed è lo “scontato” vincitore della batteria, con grande gioia della società organizzatrice, l’Atletica Bellia, per la quale l’atleta è tesserato. Nessuna sorpresa anche per Tatiana Betta, “everegreen” della Podistica Messina che è prima assoluta fra le donne. 

Sono poi “spettatore” delle successive batterie sulle quali imprimono il marchio “maghrebino” i rispettivi vincitori: Idrissi Mohamed (Mega Hobby Sport) e Boumalik Abdelkrim (Atletica Canicattì)

Un grande ringraziamento all’atletica Bellia che ha organizzato ancora una volta una bella manifestazione e a tutti coloro che hanno contribuito alla sua riuscita.

Domani “riposo”, poi martedì dopo la corsa nel bel bosco Piazzese, allenamento nel solito traffico cittadino..

Il Grand Prix Regionale da appuntamento agli appassionati il 4 Febbraio ad Acireale.    

 

Remigio Di Benedetto

r.dibenedetto@aliceposta.it