Luoghi


Cava Grande

È uno spettacolo maestoso, proprio imponente, sia che dalle rive del fiume si contempli l’altezza delle rocce, sia che dalla loro sommità si ammiri la vastità e la profondità di questa cava. Essa contiene abitazioni antiche, scavate nella roccia, e grotte sepolcrali che risalgono a più di duemila anni fa.

JEAN HOUEL

Voyage pittoresque des isles de Sicilie,
de Malte et de Lipari (1782)

A pochi chilometri dal centro di Avola, troviamo l’antico sito dove sorgeva Avola prima di essere distrutta dal catastrofico terremoto del 1.693 che colpì i monti Iblei. Si tratta del monte Aquilone, percorrendo i tornanti che conducono in cima alla collina, oltre a godere di un panorama mozzafiato, si possono vedere ancora i resti dell’antica civiltà avolese.

Proseguendo sulla strada provinciale che porta in collina, a 10 chilometri da Avola, troviamo Cava Grande del Cassibile e i laghetti. Si tratta di un canyon interamente scavato dal fiume Cassibile, il quale scorrendo ha scavato nella roccia dei piccoli laghi dove è possibile tuffarsi e nuotare. Da alcuni anni Cava Grande è riserva naturale.

Notizie storiche

Sfruttando il naturale sito, difeso dalle inaccessibili pareti a strapiombo della cava e la vicinanza dell’acqua, i Siculi, primi abitatori che si conoscono di questo stupendo luogo, vi hanno costruito due villaggi rupestri, due veri nidi d’aquila, ancora oggi difficili da raggiungere divenuti ormai parte del paesaggio.
Intorno al XIII sec. a.C. delle popolazioni della Sicilia sud-orientale, forse spinte da genti italiche più agguerrite, preferirono rifugiarsi in questi luoghi impervi e ben difesi.
Si conoscono almeno due villaggi rupestri, quello settentrionale che si nota subito appena ci si affaccia dal belvedere, e quello meridionale, quasi di fronte.
Il primo risale ai secoli X-XI a.C., secondo per suggestione solo a Pantalica, in cui si trovano centinaia di tombe a grotticella e gli ipogei paleocristiani scavati nelle pareti in posizioni incredibili, disposti uno a fianco dell’altro, su ben sei differenti livelli paralleli. Quello meridionale, non meno suggestivo del primo è situato alla sinistra del belvedere, e richiede, per una visita un secondo itinerario.
Infine lungo il percorso del fiume si notano molteplici tombe scavate nella roccia e studiate nel secolo scorso da P. Orsi. Le tombe sono quasi tutte a grotticella, a pianta rettangolare o ellittica, con breve corridoio di accesso, dove gli individui venivano disposti in posizione fetale. Successivamente questi luoghi sono stati sempre sfruttati, fino alla prima metà del secolo scorso. Infatti poco sopra i laghetti si trovava un monastero, del quale si notano ancora delle rovine e le case di alcune famiglie di Canicattini come i Bombaci e gli Uccello, che traevano il sostentamento dalla produzione di ulivi, carrube e mandorle.

Laghetti e fondovalle

Il punto migliore per iniziare la visita della Riserva è il belvedere di Avola Antica, facilmente raggiungibile da Avola. Un sentiero ripido ma agevole porta sul fondo della Cava in circa 30 minuti, nella zona dei laghetti più ampi. Lo stesso sentiero ne incrocia un altro che fiancheggia, a mezza costa, buona parte della cava e permette, avanzando con difficoltà fra rovi, felci, piante cespugliose e rocce franate, di percorrerla fino a sboccare sulla piana costiera. La zona protetta, infatti, finisce a mare tutelando anche le piccole ed isolate baie sabbiose attorno alla foce del Cassibile.
Si può arrivare alla Prisa sia lungo il fiume, superando non poche difficoltà o per il sentiero a mezzacosta dal quale si può proseguire fino alla diga o per sentieri un pò ripidi, scendere fino al fiume, dove si trovano diversi laghetti, poco frequentati, vista la poca facilità di accesso, rispetto a quelli più grandi e classici.
Il ritorno si può compiere o sullo stesso sentiero dell’andata, o salendo per un comodo sentiero gradinato, presso la diga e quindi ritornare al belvedere attraverso la strada asfaltata.

 Sentiero a mezzacosta

Per una più completa conoscenza di questo posto incantevole, si possono percorrere anche alcuni chilometri verso la sorgente, seguendo il sentiero a mezzacosta, che si incrocia a metà percorso verso la discesa, e arrivando in contrada Prisa, dove si trova l’invaso con le acque usate per una centrale elettrica, incontrando posti sempre più selvaggi ed incontaminati, fra odori di piante aromatiche (salvia, timo, ruta, nepetella, origano) ed altre piante spontanee (smilace, edera, rovo) che creano radure difficilmente praticabili, se non da esperti escursionisti.
Lungo questo sentiero si può anche raggiungere il villaggio rupestre meridionale, o scendere al fiume attraverso sentieri non tracciati, ma appena visibili, anche se sono molto ripidi e quindi bisogna essere cauti ed attenti. 

Torrentismo


Negli ultimi anni si è diffusa sempre più la pratica del torrentismo, che consiste nel percorrere il fondovalle direttamente nelle acque del fiume, superando anche tratti alti a nuoto e godendo di questo fiume in modo più diretto e nuovo.

Le Spiagge

Il territorio di Avola conta circa 10 km di costa, in gran parte rappresentati da spiagge sabbiose con bassi fondali. Dal lungomare di Avola, che si estende per circa 3 km, si può accedere alle diverse spiagge, tutte libere ad eccezione di due brevi tratti occupati da stabilimenti balneari. Basta spostarsi poco dal centro abitato per trovare altre belle spiagge. A pochi chilometri ci sono le spiagge di Fontane Bianche, Sabbiadoro in contrada Gallina e Lido di Noto.